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Biografia
Guardare il mondo da dietro un obiettivo fotografico
Viaggi, fotografia, cucina e lettura: passioni diverse che si incontrano in un unico modo di osservare il mondo.
Chi sono
Sono un viaggiatore, fotografo e appassionato di vita
Mi chiamo Nicola Muraro, vivo a Chiampo, un paese nella parte occidentale della provincia di Vicenza, nel Nord-Est dell’Italia, in un territorio legato alla concia e alla lavorazione del marmo.
La mia passione per la fotografia è nata dopo i 50 anni, dimostrando che non è mai troppo tardi per scoprire una nuova parte di sé. Da allora, ogni viaggio, ogni lettura e ogni piatto cucinato che lo meritasse ha trovato spazio dietro la mia macchina fotografica.
In questa pagina
- Chi sono
- Le mie passioni
- L’ispirazione fotografica
- Storie dietro l’obiettivo
- Altri percorsi
Passioni
Viaggi, cucina, fotografia e lettura
Sono quattro le grandi passioni che definiscono il mio modo di vivere e raccontare il mondo.

Viaggi
Esplorare luoghi, culture e incontri è una parte fondamentale del mio modo di osservare e fotografare.
Cucina
La cucina è sperimentazione, tecnica e piacere di condividere piatti preparati con cura.

Lettura
I libri alimentano curiosità, pensiero critico e nuove prospettive sul mondo.
Fotografia
L’ispirazione dietro l’obiettivo
La mia passione per la fotografia nasce dalla curiosità e dalla voglia di scoprire. Fotografare, viaggiare, leggere e cucinare sono modi diversi per aprirmi a nuove esperienze e dare significato a ciò che incontro.
Curiosità
Osservare il mondo con attenzione, cercando dettagli e storie che spesso passano inosservati.
Viaggio
Ogni luogo visitato diventa occasione per incontrare persone, paesaggi e atmosfere nuove.
Tempo
Fotografare richiede attesa, pazienza e disponibilità a restare dentro il momento.
Racconto
Ogni immagine è un frammento di realtà visto attraverso la lente del mio obiettivo.
Storie
Momenti di emozione: storie dietro l’obiettivo
Alcune fotografie non raccontano solo un luogo, ma anche l’attesa, l’emozione e il momento in cui uno scatto diventa memoria.
L'incontro all'alba con la natura: tartaruga che torna al mare a Ras al Hadd

Tartaruga rientra in mare dopo aver deposto le uova
La sveglia suona alle 4:00 del mattino, l’aria è ancora fresca e il cielo buio mentre mi preparo per un’esperienza che potrebbe non ripetersi. Accompagnato dalle guide della Ras al Jinz Turtle Reserve, centro ufficiale di conservazione delle tartarughe, ci incamminiamo verso la spiaggia di Ras al Hadd. C’è sempre l’incertezza di vederle: non si può mai sapere se le tartarughe marine faranno la loro apparizione o no. Poi, in un momento di pura magia, eccola: una tartaruga torna lentamente verso il mare dopo aver deposto le sue uova. Sapere che queste creature viaggiano per migliaia di chilometri attraverso l’Oceano Indiano, solo per tornare su questa stessa spiaggia, rende l’esperienza ancora più emozionante. È uno spettacolo che la natura offre solo a chi è disposto ad aspettare e rispettare i suoi tempi.
Fotografare l'Half Dome al tramonto: meditazione, pazienza e emozione a Yosemite

Half Dome al tramonto, Yosemite Park
La fotografia è per me anche una forma di meditazione, un modo per connettermi con il mondo che mi circonda e con me stesso. Scattare una foto non è solo premere un pulsante: è un processo di osservazione, di attesa, di immersione totale in un preciso spazio e tempo. Nel parco di Yosemite, ad esempio, ho deciso di percorrere la lunga strada che dalla valle porta a Glacier Point, il punto perfetto per immortalare l'Half Dome al tramonto. Non ero certo solo, anzi. Nonostante la distanza e l'isolamento di quel punto unico di osservazione, molti altri hanno fatto la mia stessa scelta, rendendo il luogo pieno di vita e di attesa. Usando Photopills, ho pianificato attentamente il momento giusto, sapendo che la luce avrebbe dipinto la montagna con toni spettacolari solo per pochi minuti. Nonostante l'eccitazione e l'impazienza, ho aspettato con calma, cercando di immergermi nell'ambiente e lasciarmi trasportare dal paesaggio. Ho scattato molte foto, ognuna con la speranza di catturare quell'attimo perfetto, ma alla fine, solo una è diventata quella "giusta". È in quella pazienza, in quell'attesa e nella selezione finale che si racchiude il vero significato della fotografia per me: un equilibrio tra relax, emozione e la capacità di vedere oltre l'istante.
Il ghepardo all'ora d'oro: velocita e maestosita nella riserva di Inverdoorn

Ghepardo in cammino al tramonto, riserva di Inverdoorn, Sud Africa
In Sud Africa, nella riserva di Inverdoorn, ho avuto l’opportunità di fotografare uno dei predatori più affascinanti della savana: il ghepardo. Ho scelto l’ora d’oro, quando la luce calda del tramonto esalta i colori della terra e rende l’atmosfera ancora più suggestiva. Per catturare l’animale in tutta sicurezza e senza disturbarlo, ho utilizzato un teleobiettivo Canon EF 100-400mm f/4,5-5,6 L IS II USM, che mi ha permesso di mantenere una distanza adeguata. Il ghepardo, l'animale terrestre più veloce al mondo, può raggiungere i 120 km/h, e osservare da vicino la sua grazia e potenza è stata un'esperienza indimenticabile. La preparazione e la pazienza sono state fondamentali per ottenere questo scatto, ma il risultato
La memoria del dolore incommensurabile

Killing Tree, memoriale del Khmer Rossi a Phnom Penh, Cambogia
La fotografia del Killing Tree, scattata nei Killing Fields di Phnom Penh, rappresenta uno dei momenti più intensi del mio viaggio in Cambogia. Mi sono avvicinato a questo luogo sapendo che qui, contro questo albero, venivano perpetrate atrocità inimmaginabili. Migliaia di bambini furono brutalmente uccisi dai Khmer Rossi. L'aria intorno è carica di un silenzio pesante, rotto solo dai sussurri dei visitatori che, come me, tentano di trovare un senso a tanto dolore. Mentre preparavo l’inquadratura, il pensiero era rivolto a ciò che queste vittime innocenti hanno dovuto sopportare. Ma come si può davvero rappresentare il male assoluto? La foto diventa così una testimonianza silenziosa, un modo per non dimenticare e per non lasciare che questi orrori cadano nell’oblio. Non esistono parole per descrivere appieno l’orrore; la foto, con i suoi dettagli e colori, prova a parlare per coloro che non hanno più voce.
Laurearsi a 66 anni: un traguardo condiviso

Dopo la laurea, con i miei sette nipotini.
A 66 anni ho conseguito la laurea in filosofia a Ca’ Foscari, con 110 e lode. È stato un traguardo importante, ma il ricordo più bello non è legato solo al voto o alla cerimonia: è l’immagine di quel momento condiviso con la mia famiglia e con i miei sette nipotini. Tornare a studiare, preparare esami e lavorare a una tesi ha significato rimettersi in gioco con pazienza e disciplina, seguendo una curiosità che non si è mai spenta. Avere accanto i miei nipoti in quel giorno ha reso tutto più semplice da raccontare: non una medaglia da esibire, ma una piccola prova concreta che si può continuare a imparare a ogni età.
Altri percorsi
Fotografia
Immagini e racconti visivi.
Viaggi
Luoghi, incontri e itinerari.
Cucina
Ricette, tavole e memoria.
Lettura
Libri, appunti e percorsi.




