Per oltre tre ore, uno dopo l’altro, oltre duecento runner lungo la salita verso il rifugio Gingerino, dopo aver salito Cima Marana con più di 1.000 metri di dislivello, tra sole duro, vento e creste dell’Alta Valle del Chiampo.
Le immagini di questo post non vogliono essere la cronaca completa della gara. Cercano piuttosto di raccontare una giornata di montagna vissuta passo dopo passo lungo i pendii del Monte Falcone.
Lungo i pendii del Monte Falcone nella Durona 2026
Ci sono eventi sportivi che si raccontano soprattutto con i numeri: chilometri, dislivelli, classifiche, tempi finali.
E poi ci sono giornate come la Durona 2026, dove a restare impressi sono soprattutto i volti, la luce, il vento e la lenta progressione degli atleti lungo le creste.
La sequenza fotografica tiene insieme paesaggio, fatica e piccoli gesti lungo il percorso.
La salita verso le creste di Monte Falcone
La parte alta del percorso della Durona 2026 offre scenari molto diversi rispetto ai tratti nel bosco.
Qui il paesaggio si apre: prati inclinati, rocce, cielo terso e luce dura accompagnano gli atleti lungo una salita continua che non concede molto riposo.
In questo contesto ho scelto spesso di mantenere i runner relativamente piccoli nell’inquadratura, lasciando spazio al terreno e alla montagna.
Il trail running, soprattutto in quota, non è soltanto gesto sportivo: è anche rapporto tra il corpo umano e l’ambiente che lo circonda.
Sole duro e fatica reale
La luce di mezzogiorno non è semplice da gestire in fotografia.
Le ombre diventano nette, i contrasti forti e ogni salita appare ancora più aspra.
Eppure proprio questa luce, a tratti quasi crudele, ha contribuito a raccontare bene lo sforzo degli atleti: il sudore, i bastoncini piantati nel terreno, le espressioni concentrate e il ritmo lento della progressione in salita.
Alcuni runner affrontavano la cresta con apparente leggerezza.
Altri salivano piegati in avanti, cercando un passo regolare sotto il caldo e il dislivello.
Piccoli gruppi, sorrisi e gesti inattesi
Nonostante la fatica, lungo il percorso non mancavano momenti più leggeri.
Piccoli gruppi che procedevano insieme, sorrisi verso la fotocamera, bastoncini alzati verso il cielo e brevi gesti di complicità tra compagni di gara.
Sono immagini che aiutano a capire come il trail running non sia soltanto competizione.
Per molti partecipanti è anche condivisione, resistenza mentale, esperienza collettiva e piacere di attraversare la montagna insieme ad altri.
Una lunga fila lungo i pendii del Monte Falcone
Per oltre tre ore gli atleti hanno continuato a salire uno dopo l’altro lungo il sentiero.
A volte isolati nel paesaggio, altre volte raccolti in piccoli gruppi distanziati lungo il pendio.
Osservati da lontano, i runner diventavano quasi piccoli segni in movimento tra rocce, erba e cielo.
Ed è forse questa la dimensione che più mi ha colpito durante la giornata: la scala umana ridotta rispetto alla montagna, ma capace comunque di attraversarla con pazienza e determinazione.
Per approfondire: la Durona e il territorio dell’Alta Valle del Chiampo
La salita verso il rifugio Gingerino e il Monte Falcone attraversa una delle aree più caratteristiche dell’alta Valle del Chiampo, tra pascoli, creste e sentieri che collegano le Piccole Dolomiti vicentine alla dorsale della Lessinia.
Chi percorre questi luoghi incontra ambienti molto diversi: dai boschi delle quote più basse ai prati aperti che salgono verso Cima Marana, il Monte Falcone e la Sella del Campetto. L’area è frequentata da escursionisti, trail runner e appassionati di fotografia naturalistica per gli ampi panorami sulle valli del Chiampo e dell’Agno.
Se ti interessa vedere un’altra edizione della gara, con fotografie più concentrate sui volti e sulle espressioni degli atleti, puoi leggere anche il mio precedente reportage:
→ Facce da corsa in montagna: Durona Trail 2018
Alcuni approfondimenti utili sul territorio:
Conclusione
La Durona 2026 mi ha lasciato soprattutto l’impressione di una lunga salita sotto il sole, fatta di passi lenti, vento sulle creste e volti molto diversi tra loro.
Dietro la fotocamera ho cercato di alternare immagini più ampie e scene più umane, mantenendo il paesaggio come parte integrante del racconto.
Perché nel trail running la montagna non è soltanto uno sfondo: è una presenza continua, che accompagna ogni gesto e ogni metro di salita.
Griglia finale immagini
Altri gesti e ritratti completano il racconto della salita, tra saluti, pause brevi e momenti di leggerezza.
Sintesi del post
Titolo: Sulle creste del Monte Falcone durante la Durona
Luogo: Monte Falcone, Alta Valle del Chiampo
Tema principale: trail running, fatica, creste e fotografia sportiva.





2 pensieri su “Sulle creste del Monte Falcone durante la Durona”
Ottimo servizio ben documentato da una serie di foto molto azzeccate. Da queste si possono rilevare la fatica descritta e molto altro sotto il profilo umano oltre alla documentazione della manifestazione stessa. Non semplice da ottenere, non per tutti.
Complimenti davvero.
Grazie Enzo. Lì gli atleti facevano proprio fatica. Bravi loro.