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Biennale Arte 2026: il piacere di sentirsi spaesati

Una visita alla Biennale Arte 2026 come esercizio di curiosità, spaesamento e attenzione alle opere, alle culture e alle memorie.

di Nicola Muraro · 2026-08-28 · Venezia, Italia

Una visita alla Biennale Arte 2026 come esercizio di curiosità, spaesamento e attenzione alle opere, alle culture e alle memorie.

Biennale Arte 2026: una nota personale

Visitando la Biennale Arte 2026 mi sono ritrovato a riflettere, ancora una volta, sul valore dello spaesamento.

Non ho una formazione artistica e non possiedo gli strumenti del critico d’arte.

Eppure torno alla Biennale Arte di Venezia ogni volta che posso.

Biennale Arte Venezia, tappeto o tessuto dai colori intensi, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Opera tessile The Attention di Faig Ahmed
Biennale Arte Venezia, architettura tracciata su parete scura, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Installazione Permanent Address nel Padiglione India

La visita procede per incontri, deviazioni e domande, più che per risposte immediate.

Le opere della Biennale Arte 2026 e l'impossibile come orizzonte dei possibili

L’arte contemporanea spesso immagina ciò che normalmente consideriamo improbabile o impossibile.

Una figura umana che diventa un albero.

Un tappeto che sembra sciogliersi.

Biennale Arte Venezia, figura scultorea in abito decorato, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Figura ispirata a Sun Wukong
Biennale Arte Venezia, riflessi metallici e installazione sospesa, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Installazione Zīnah nel Padiglione Oman

Biennale Arte 2026: il doppio spaesamento dell'arte e delle culture

Alla Biennale accade però qualcosa di ancora più interessante.

Lo spaesamento generato dall’arte contemporanea si somma allo spaesamento dell’incontro con culture diverse.

Molte delle opere esposte arrivano da paesi che conosco poco o che conosco soltanto attraverso viaggi, libri e racconti.

Le installazioni del Padiglione Oman, della Cina, dell’India o della Turchia portano con sé simboli, tradizioni, sensibilità e riferimenti culturali che spesso non appartengono al mio orizzonte abituale.

Biennale Arte Venezia, installazione tessile sospesa, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Grande installazione tessile nel Padiglione Turchia
Biennale Arte Venezia, disegno architettonico su supporto trasparente, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Dettaglio dell'opera Permanent Address

La memoria alla Biennale Arte 2026

Una delle opere che mi ha colpito maggiormente è stata Permanent Address dell’artista indiana Sumakshi Singh.

La ricostruzione della casa ancestrale dell’artista attraverso una trama di fili e ricami produce un effetto sorprendente.

La casa è presente e assente allo stesso tempo.

Esiste e non esiste.

Anche Notebook di Laurie Anderson lavora sulla memoria, sul linguaggio e sulle tracce che lasciamo dietro di noi.

Biennale Arte Venezia, opera testuale su fondo scuro, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Dettaglio dell'installazione Notebook
Biennale Arte Venezia, installazione dorata in una sala dell’Arsenale, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Parete curva blu con elementi botanici

Natura, ritualità e trasformazione alla Biennale Arte 2026

Molte opere di questa edizione sembrano suggerire una relazione più stretta tra esseri umani, natura e memoria.

La grande installazione botanica della mostra In Minor Keys, la scultura Not Just for Us di Alwar Balasubramaniam e le opere di Nick Cave sembrano appartenere a un dialogo comune.

Biennale Arte Venezia, scultura metallica ramificata, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Scultura Amalgam (Origin)

Persone e comunità alla Biennale Arte 2026

Nel Padiglione Italia ho trovato particolarmente interessanti le opere di Chiara Camoni.

Le figure in ceramica della serie Con te con tutto sembrano appartenere a una comunità silenziosa.

Osservate singolarmente raccontano una presenza.

Osservate insieme raccontano una relazione.

Biennale Arte Venezia, figura materica in controluce, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Figura in ceramica della serie Con te con tutto

Perché continuo a tornare

Non credo che la Biennale mi renda più competente in fatto d’arte.

Credo però che continui ad allenare qualcosa che considero prezioso: la curiosità.

Guardare, ascoltare, osservare e talvolta non capire immediatamente mi costringe a rallentare.

Mi obbliga a considerare punti di vista diversi.

Biennale Arte Venezia, installazione di figure in sala buia, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Gruppo di figure in ceramica

Link esterni utili

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Le immagini non inserite nei blocchi narrativi completano il racconto visivo del post.

Biennale Arte Venezia, scultura nera all’aperto, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Scultura astratta in bronzo ai Giardini
Biennale Arte Venezia, figura al neon colorata, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Installazione al neon Azya' Yassin
Biennale Arte Venezia, scultura ad albero nell’Arsenale, vista nel percorso espositivo della Biennale Arte a Venezia.
Biennale Arte 2026 – Amalgam di Nick Cave all'Arsenale di Venezia

Sintesi del post

Titolo: Biennale Arte 2026: il piacere di sentirsi spaesati
Luogo: Venezia, Italia
Tema principale: arte contemporanea, curiosità e spaesamento.

Nicola Muraro

Fotografia, viaggi, cucina e letture. Racconti personali da luoghi vicini e lontani.

Dove si trova

La Biennale Arte attraversa Venezia tra Giardini, Arsenale e padiglioni diffusi.

4 pensieri su “Biennale Arte 2026: il piacere di sentirsi spaesati

  1. caro Nicola, sempre belli i tuoi post. Si, la curiosità è fondamentale. come ci insegnava anche Luigi Ghirri a proposito della curiosità dei bambini. E una curiosità mia, la scultura Amalgam è proprio di Nick Cave, il cantante rock?

  2. Intanto direi che l’impostazione della pagina e degli articoli è veramente fatta bene ed è una riconferma di quanto ti dicevo: scorrevole, non dispersiva e pertanto facile da seguire, grafica ottimale. Se poi ci aggiungiamo la tua proprietà di sintesi e di chiarezza è davvero un piacere seguire i vari articoli che ci proponi e per i quali io ti ringrazio di condividere poiché non tutti riusciamo ad andare in certi posti per vari motivi ed è già molto poterli vedere via web. La curiosità e lo stimolo che inserisci per visitare luoghi e fare delle conoscenze degli argomenti trattati sono ben congeniati. Rilevo anche l’aspetto migliorato delle foto immesse dove viene più curata la composizione e la foto in se stessa, salvo una che andrebbe ricomposta. Complimenti sinceri.

    1. Caro Enzo, mi fa piacere che tu abbia apprezzato il post sulla Biennale di Venezia 2026. Conosco bene il rigore dei tuoi giudizi e quindi apprezzo ancor di più. Mi incuriosisce sapere quale delle foto “andrebbe ricomposta”. Come sai, sono anche io sempre curioso di conoscere i miei limiti per provare a superarli.

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