Rocca degli alberi - Montagnana

Montagnana città murata

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]Montagnana è uno dei borghi più belli d’Italia. Città murata con mura tardo-medioevali ben conservate che la cingono completamente, racchiude un centro storico di notevole importanza artistico culturale.

È situata a poca distanza da importanti città d’arte quali Padova, Verona, Vicenza, Mantova e Ferrara.

Le mura si sviluppano per circa 2 Km, hanno 24 torri alte tra i 17 e i 19 metri, distanti l’una dall’altra 50 metri, e formano un rettangolo di circa 300×600 metri.

Le porte di accesso sono 4: Porta Vicenza, Porta Padova, Porta XX Settembre, Porta Legnago o Rocca degli Alberi.

La leggenda narra di una fondazione della città da parte di profughi troiani guidati da Antenore.

Luogo ideale per il controllo della regione, anche grazie al fiume Adige che la attraversava fino al 589 d.c. prima della cosiddetta “Rotta della Cucca”.

Nel X secolo Montagnana fu dotata di fortificazioni, situate probabilmente dove ora sorge il Castello di San Zeno, per difendersi dalle frequenti e devastanti scorrerie degli Ungari.

In seguito divenne centro feudale della famiglia dei Marchesi poi detti Estensi ed svolse un ruolo importante come piazzaforte militare nell’ambito della lotta tra Impero e Papato.

Nel 1242 Montagnana venne data alle fiamme de Ezzelino III da Romano (vicario imperiale di Federico II) che poi ne riavviò la ricostruzione a partire dall’ imponente Mastio.

La città tornò poi nelle mani degli Estensi, ed entrò a far parte dei domini del Comune di Padova nel 1275.

Nel XIV secolo il controllo della città passò a Da Carrara, Signori di Padova, che la dotarono di due nuove solidissime cortine murarie in laterizio e trachite, rafforzate da ben 24 torri di vedetta e dall’imponente porta fortificata di Rocca degli Alberi.

Nel 1405, dopo lunghi anni di estenuanti guerre contro Venezia, la città si consegnò alla Serenissima, perdendo importanza militare ma accrescendo la sua potenza economica, e arricchendosi di bellezze artistiche grazie ai nobili veneziani che vi si stabilirono.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_masonry_media_grid element_width=”3″ initial_loading_animation=”fadeIn” grid_id=”vc_gid:1465027972481-16ba326f-067d-10″ include=”1793,1811,1810,1809,1808,1807,1806,1805,1804,1803,1802,1801,1800,1799,1798,1797,1796,1795,1794″][/vc_column][/vc_row]

Sottopasso Riva Partigiani - Venezia

Venezia con il 50mm

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[vc_row][vc_column][vc_column_text]L’uso di un solo obiettivo per una uscita fotografica è sempre un buon esercizio. D’altra parte, per tanti anni, le macchine fotografiche avevano pellicola da 35mm e obiettivo fisso da 50mm. Non c’erano tutte le opzioni che oggi conosciamo in termini di zoom e di obiettivi fissi di varie lunghezze focali.

Perché allora non riprovare l’esperienza di un unico obiettivo per tutta la giornata? In questo caso la scelta non può che ricadere sul 50mm, ovvero su quello più vicino alla visione della scena ad occhio nudo.

Con la mia Canon 5D Mark II e il Sigma 50mm ART, ho girato per Venezia in cerca di qualche vista diversa da quelle fotografate così tante volte. Al solito non si è trattato di un tour fotografico. Le foto sono state un completamento di una  bella giornata passata per le calli e i campi di Venezia assieme a mia moglie.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_masonry_media_grid element_width=”3″ initial_loading_animation=”fadeIn” grid_id=”vc_gid:1464515347953-db3fcc60-fc93-1″ include=”1155,1154,1153,1152,1151,1150,1149,1201,1148,1146,1145,1144,1143,1142,1141,1190,1140,1139,1138,1137,1136,1135,1134″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_btn title=”Ritorna a Blog” i_icon_fontawesome=”fa fa-reply” add_icon=”true”][/vc_column][/vc_row]