Scritti e interventi · Lezione seminariale
Circular economy strategy in the Chiampo Valley leather district
In questa pagina raccolgo la locandina e il riferimento alla lezione seminariale Circular Economy Strategy in the Chiampo Valley Leather District, tenuta l’11 marzo 2022 al Campus Treviso dell’Università Ca’ Foscari Venezia, con la moderazione di Giancarlo Corò, dopo una precedente lezione sullo stesso ambito svolta nel marzo 2021.
Le lezioni sono nate dal rapporto diretto con il distretto conciario della Valle del Chiampo e dal tentativo di leggerne l’evoluzione non solo in termini industriali, ma anche ambientali, tecnologici e territoriali. Il tema riguardava la trasformazione della filiera della pelle verso un modello più circolare, sostenibile e consapevole dei propri nodi ambientali e produttivi, in uno dei principali distretti conciari italiani.
Il punto di partenza era semplice: un distretto che ha già compiuto molti passi sul piano della depurazione, dell’innovazione e dell’organizzazione produttiva deve saper raccontare e misurare meglio il proprio percorso verso una maggiore circolarità.

In sintesi
La lezione ha proposto una lettura del distretto conciario della Valle del Chiampo come ecosistema produttivo complesso: concerie, depurazione, meccanica, chimica, recupero dei sottoprodotti, logistica, competenze tecniche e istituzioni locali. Il tema non era presentare un modello compiuto, ma indicare una direzione: rendere più leggibile, misurabile e condivisa la transizione verso una produzione a minore impatto ambientale.
Il distretto come ecosistema
La Valle del Chiampo non è solo una concentrazione geografica di concerie. È una rete di imprese, fornitori, servizi, scuole tecniche, impianti ambientali e istituzioni locali. La forza del distretto nasce proprio da queste connessioni, che ne fanno un sistema produttivo articolato e riconoscibile.
La circolarità come punto di partenza
La pelle è già, in origine, un sottoprodotto della filiera alimentare. Ma questo non basta a rendere automaticamente sostenibile l’intero processo industriale. La circolarità richiede ricerca e innovazione continue sui prodotti, sui processi e sull’energia utilizzata, fino a tradursi in consumi misurati, scarichi controllati, recuperi effettivi, qualità del lavoro e rapporto responsabile con il territorio.
Dal molto fatto al fare meglio
Il distretto ha già investito molto sul piano ambientale e tecnologico, con miglioramenti impressionanti rispetto a qualche decennio fa. Proprio per questo la sfida attuale richiede una strategia più strutturata, capace di coinvolgere tutti i portatori di interesse della Valle del Chiampo. La responsabilità principale resta sulle spalle degli imprenditori conciari, ma riguarda anche gli operatori della filiera e le istituzioni.
Contesto
Il senso della lezione
La lezione è nata da un territorio che conosco direttamente e da una domanda che continua a restare attuale: come può un distretto industriale maturo rendere credibile la propria transizione ambientale?
Nel caso della Valle del Chiampo, il tema non riguarda solo le singole imprese. Riguarda l’intero sistema: produzione, depurazione, recupero dei materiali, competenze tecniche, consenso del territorio e reputazione esterna. La lezione cercava di mettere insieme questi piani, senza ridurre la sostenibilità a uno slogan.
Nota editoriale
Perché inserirla tra scritti e interventi
Ho scelto di conservare traccia di questa lezione perché rappresenta un punto di incontro tra il mio percorso professionale, il legame con il territorio e l’interesse per i temi della sostenibilità industriale.
Non si trattava di una relazione accademica in senso stretto, ma di una lettura strategica di un sistema produttivo locale, proposta in un contesto universitario e discussa con studenti e docenti. Per questo mi sembra corretto raccoglierla tra gli scritti e gli interventi.




